Quando, dopo aver letto la trama, ho deciso di andare a vedere Love is in the air –
Turbolenze d'amore (Francia,
2013) di Alexandre Castagnetti (Les
invincibles) mi aspettavo
una delle divertenti commedie romantiche che tanto amavo da ragazza.
Non sapendo ancora che i luoghi comuni di cui esse erano piene erano
stati rinnovati per allontanare i pericoli della banalità e della
ripetitività, e modernizzati per diversificarla, migliorandola.
Questo film, sceneggiato da Vincent Angele e prodotto da Réverence (A perfect day), Manchester Films, Thelma Films (Deephan) e Universal Pictures International France (Disconnect) non parla solamente d'amore. O, meglio, non descrive unicamente il complicato rapporto tra i due protagonisti, Julie (Ludivine Sagnier) ed Antoine (Nicolas Bados).
Julie
ha, infatti, anche una madre, che ama, ma che a volte non capisce,
perché maschera la sua solitudine e la sua paura con un'apparente
determinazione, maschilismo e libertà, tra feste, bevute ed acide
sentenze.
Ed ha
anche un'amica del cuore, che oltre a farla confidare la aiuta nel
suo lavoro, trovandole contatti importanti e spronandola ad andare
avanti essendo se stessa.
Anche
lui ha un amico del cuore, ma il loro rapporto è complicato. Perché
il medico (Jonathan Cohen), più sfortunato, buono ed ingenuo, ammira
Antoine e vorrebbe scoprirne i segreti del successo. Si confida e
sfoga con lui per i vari fallimenti per poi cercare di progettare
nuove tattiche, ma quando crederà di essere stato da lui tradito,
tirerà fuori tutta la sua ira, prima sepolta sotto anni di invidia,
pazienza e sopportazione, per trovare infine, con un poco credibile
colpo di scena, la vera felicità con Virginie, la stessa ragazza che
aveva diviso i due amici e Julie ed Antoine.
E
Julie ha un fidanzato, il fiscalista Frank, che deve sposare a breve.
Un fidanzato, come indovina, furbescamente Antoine, più vecchio,
noioso e prevedibile, ricco, amante del buon cibo, rassicurante e,
apparentemente, serio. I bravi, però, non sono sempre migliori dei
cattivi e così, mentre miracolosamente Antoine si ravvede e sente di
non poter fare a meno di lei, il buon caro Frank si rivela essere
borioso, più interessato ai soldi e alla carriera che all'amore. E
la bella addormentata apre finalmente gli occhi, capisce
improvvisamente per chi batte davvero il suo cuore e, ritornata
finalmente a vivere e gioire, si lancia (letteralmente)
all'inseguimento dei suoi sogni e della felicità, che troverà poco
dopo nell'immancabile lieto fine.
A
parte l'inizio newyorkese (la preparazione, in montaggio alternato,
per l'azione, cioè il viaggio) ed il sovracitato finale parigino, il
film si svolge interamente su un aereo intercontinentale dalla varia
umanità (una vispa bimba di colore che si crede una principessa e si
interessa alla loro storia, un signore grasso che prenota sempre due
posti, una coppia matura che sembra in crisi ma poi riscopre la
serenità ed il piacere della reciproca compagnia, il brizzolato
assistente di volo, che prima odia lo sbruffone Antoine, ma poi lo
consiglia).
Viene
rispettata l'unità aristotelica di tempo, in quanto l'arco
dell'azione si sviluppa tra il mattino e la sera dello stesso giorno. Vari
flashback a parte, relativi al casuale incontro di tre anni prima, ai
romantici e divertenti appuntamenti, alle prime, folli liti, agli
equivoci, alla definitiva rottura, ai vari tentativi, falliti, di
riconquista. In questi flashback il presente a volte entra senza
soluzione di continuità nel passato, grazie ad uno stile moderno e
ritmato e all'originale montaggio di Scott Stevenson (Redemption).
Questo
solido riferimento al caso/destino che in un attimo fa cambiare,
turbinosamente, la vita delle persone, si ritrova in altre bellissime
e sdolcinate pellicole del genere, da Serendipity,
a Sliding Doors, a Due
settimane per innamorarsi e
Notthing Hill, solo
per citarne alcune.
Distribuito
dalla Nomad Film (The
fighters), ha più dialoghi che
azione, tanto più che questo loro obbligato dialogo, interrotto da
piccole fughe e dai commenti e consigli degli altri passeggeri,
spettatori partecipanti, diventa esso stesso azione. Una lite, una
difficile e stancante seduta di terapia di coppia, una guerra di
ricordi, bugie, errori, emozioni e recriminazioni. Ed il luogo, una
semplice cabina dell'aereo, diventa, metaforicamente, una stanza
delle torture, dove devi stare vicino a chi odi e non riesci a
perdonare, rivivendo momenti che vorresti solo dimenticare. E la
verità viene, inevitabilmente, a galla, riequilibrando i ruoli. Si
scopre così che la dolce e bella parigina, scultrice moderna con
materiali di riciclo, in cerca di un proprio posto, speciale, nel
mondo, sotto le piacevoli apparenze angeliche nasconde una temibile
furia dovuta ad un'accecante gelosia ed alla paura. Mentre
l'affascinante mascalzone di provincia, volubile ed egoista, tanto da
nasconderle la vincita della borsa di studio all'università di
Tokyo, il sogno di una vita, si converte e si rivela essere molto più
sensibile e maturo di quanto si credeva.