mercoledì 24 giugno 2026

Belle & Sebastien

Agli amanti della montagna e dei cani consiglio vivamente di guardare il meraviglioso ciclo di film di Belle & Sebastien, tratto dai romanzi di Cécile Aubry (Poly e le sette stelle), basato sulle sceneggiature di Juliette Sales e Fabien Suares e prodotto da Gaumont, Radar Films, Epithéte Films, M6 Films e Rhone-Alpes Cinema.

Belle & Sebastien - L'avventura ha inizio (FR, 2013) di Nicolas Vanier (Il grande nord, Polly), è la storia dell'incontro di un ragazzino di otto anni, Sebastien (Felix Bossuet), che vive in un borgo delle Alpi francesi, Saint Martin de Queyrières, con César (Tchéky Karyo), un maturo pastore in apparenza rude, ma buono e generoso, e sua nipote Angelina (Margaux Chatelier), figlia della defunta sorella, con una femmina di Patou diventata randagia dopo la fuga da un padrone violento, nel rigido inverno del 1943. 

Sebastien cercherà coraggiosamente di salvarla dalla battuta di caccia organizzata per conto degli occupanti tedeschi dagli abitanti del luogo, compreso César, perché la ritengono pericolosa per loro e per le greggi. 

Gli altri protagonisti della storia, resa ancor più bella dalle musiche di Armand Amar, sono il tenente tedesco Peter (Andreas Pietschmann), ed il medico Guillaume (Dimitri Storage), guida per il passaggio degli ebrei in Svizzera, entrambi innamorati di Angelina, oltre alla natura, ripresa magistralmente nei suoi meravigliosi paesaggi invernali dalla fotografia di Eric Guichard. 

Il film, pluripremiato, sceneggiato anche da Nicolas Vanier, termina la notte di Natale, con un finale realistico, dolce amaro, pieno di soprese, con un ritmo molto veloce da film giallo. 

Belle & Sebastien - L'avventura continua (FR, 2015) di Christian Duguay (Un sacchetto di biglie, Coco Chanel), pluripremiato, è invece ambientato nei giorni successivi al 3 settembre del 1945, quando Sebastien ha 10 anni, e lui e César aspettano con ansia l'arrivo di Angelina, che non vedono da due anni, dall'Inghilterra. Grande sarà il loro dolore quando scopriranno che la ragazza, premiata con una medaglia per il suo impegno nella Resistenza, è rimasta vittima, assieme agli altri passeggeri e al pilota, di un incidente aereo sul confine italiano. I due non si danno pace, perché i corpi non sono ancora stati ritrovati, e aggrappati ad una pur labile speranza, decidono di andare ad esplorare la zona. Per farlo però serve un aereo e l'unico a possederlo è Pierre Marceau (Thierry Neuvic), che César odia perché sa che è il padre di Sebastien e lo crede un poco di buono. Costretto a dire la verità al ragazzino, questo è molto arrabbiato con Pierre, che non vuole aiutarli, e chiede a César di non rivelargli la verità. César accetta e pagando profumatamente l'uomo lo convince ad andare a cercare Angelina, ma Sebastien si nasconde sull'aereo con Belle all'insaputa di tutti. Quando il nonno se ne accorge, non potendo comunicare via radio con Pierre, costringe il suo giovane aiutante a seguirli a piedi, cosi sì mettono in cammino per giorni per raggiungere la zona del disastro. 

Nel frattempo anche il pilota si accorge con grande disappunto degli intrusi sull'aereo, e fatto un atterraggio di emergenza che rompe un pezzo del velivolo, ne dice di tutti i colori al ragazzino, che si incammina verso la zona in cui ha visto del fumo arancione uscire da una grotta, da solo, nel bosco. Alla fine Pierre lo raggiunge e si accampano per la notte. Scoperto per caso che Sebastien è suo figlio, gli rivela una verità che Cèsar non immaginava, e salvata una ragazzina, Gabriella (Thylone Blondeau), da un orso, la seguono fino all'accampamento dei pompieri e dei boscaioli che li aiutano, come suo padre, e degli sfollati a causa dell'incendio. 

Con l'aiuto della nuova amica Sebastien farà scappare Belle per farle cercare Angelina e al ritorno della coraggiosa cagnolona i due adolescenti la seguiranno impavidi per i sentieri incendiati, finché non rimarranno intrappolati. Salvati da Pierre andranno con lui e Belle fino alla grotta per scoprire finalmente la verità. 

Anche in questo film, sceneggiato da Juliette Sales e Fabien Suarez, con la fotografia di Christophe Graillot che rende insieme spettacolari e paurose le immagini dell'incendio nella foresta, si accenna alla guerra in vari momenti e per diversi aspetti. Altri temi toccati sono quelli del perdono, della speranza, del lavoro e dell'onestà.

Belle & Sebastien - Amici per sempre (FR, 2017) di Clovis Cornillac (C'est magnifique!, Couleurs de l'incendie), distribuito da Notorius Pictures, è l'ultimo dei film del ciclo ambientato nel passato, precisamente nell'inverno del 1948, quando il protagonista ha ormai dodici anni e César si è rassegnato a farlo andare a scuola. Anche Sebastien preferirebbe trascorrere il tempo come faceva prima, col nonno e gli animali all'aria aperta, ma nonostante questo si lega ad una ragazzina, Marie (Naelle Thomas). 

Anche questa pellicola, basta sull'ottima fotografia di Thierry Pauget e sulle musiche di Armand Amar, è un'avventura, un piccolo romanzo di formazione ben costruito, con una bella trama, dei paesaggi ancor più belli, molti valori ed altrettante emozioni. 

Oltre a quello della scuola, infatti, Sebastien ha un altro problema, perché al matrimonio di suo padre ed Angelina ha scoperto per caso che si vogliono trasferire in Canada, portandolo naturalmente con loro, e lui non ne vuole proprio sapere, perché ama troppo il paese, il nonno e soprattutto Belle ed i suoi tre simpaticissimi cuccioli. 

Dopo la partenza degli sposi per il viaggio di nozze, Sebastien scoprirà con grande disappunto anche che César vuol vendere i cuccioli perché non può tenerli. Chiaritosi con lui, sembra aver ritrovato la pace, ma presto questa verrà turbata dall'arrivo di un brutto ceffo arrogante di un paese vicino, Joseph (Clovis Cornillac), che reclama Belle e i cuccioli, in quanto suo proprietario prima della fuga di Belle. Purtroppo i due, disperati, in quanto sanno che l'uomo maltrattava il cane, non trovano aiuto neanche nel sindaco del borgo, Urbain Cancellier (André Penvern), amico di César, perché purtroppo la legge da ragione a Joseph. Sentendosi in trappola, una notte Sebastien scappa con Belle e i cuccioli, dopo aver coraggiosamente messo provvisoriamente fuori gioco il nemico, iniziando un lungo viaggio in montagna alla ricerca di un nascondiglio sicuro. César avrà così un brutto risveglio e correrà alla ricerca del bambino insieme ad altro abitanti del borgo, ma dopo due giorni di vani tentativi, con sempre meno speranza nel cuore, avrà un'illuminazione e partirà col fedele Urbain per riportare a casa il bambino ed i cani, nel caso fossero ancora vivi. Non sa però, che Joseph li sta seguendo, così la pellicola diventa sempre più a tinte gialle, in un crescendo di tensione e di paura, interrotte sapientemente da divertentissime gag dei due amici in auto sulle strade innevate. 

Questa terza parte del ciclo, in cui si accenna alle difficoltà di vita del dopoguerra, è quella in cui è più evidente l'amore e la volontà di protezione tra Belle (e i cuccioli) e Sebastien, entrambi determinati e pronti a tutto, anche al sacrificio, per salvare l'altro, come dimostrano certe scene estremamente commoventi, mentre Joseph incarna la cattiveria e la disumanità, apparendo più lui una bestia crudele e spietata della dolce e per certi aspetti umanissima Belle. Uno scontro immane tra bene e male, tra vita e morte, in cui bisogna lottare fino alla fine con la forza della giustizia, della verità e dell'amore. 

Un nuovo personaggio positivo, invece, è la maestra del paese in cui abita Joseph, Madeleine (Anne Benoit), proprietaria della mamma di Belle e, anni pima, anche di Belle, che cercherà di aiutare Sebastien, Urbain e César a far scappare la cagnolona ed i suoi splendidi cuccioli. 

La natura rimane sempre protagonista, con il suo clima rigido, i suoi pericoli, i suoi spazi immensi e suggestivi, i suoi segreti, la sua straordinaria bellezza.  

Anche il motivo musicale principale, insieme triste e dolce, molto commovente e toccante, viene ripreso in tutte e tre le parti, contribuendo alla loro alta qualità.  

Belle&Sebastien-Next Generation (Francia, 2022) di Pierre Coré (Sahara, Il fantastico viaggio di Margot & Marguerite, Un amico molto speciale), arricchito dalla fotografia di Gilles Porte e dalle musiche di David Menke, invece, è l'unico dei film del ciclo ad essere ambientato ai giorni nostri.

La storia ha inizio quando Sebastien (Robinson Mensah-Rouanet), un ragazzino di dieci anni figlio di genitori divorziati, giocando con un'amica, va a difendere una ragazzina da un bullo. Questa buona azione, che gli costerà una visita in commissariato, fa infuriare sua madre Cécile (Caroline Anglade), perché deve andare a Praga per lavoro e non potrà più lasciarlo a casa della loro amica, che teme possa mettersi di nuovo nei guai. Non potendo, come al solito, contare nemmeno sull'aiuto dell'ex marito, chiede a malincuore a sua sorella minore Noemie (Alice David), che vive ancora con la madre Corinne (Michèle Laroque), con a quale Cécile non va molto d'accordo, nella fattoria di famiglia. La sorella accetta di buon grado, ma la madre, quando lo scopre, s'infuria, perché ha molto da lavorare e non vede da moltissimo tempo il nipote, che a sua volta non sembra per nulla felice di passare l'estate in montagna. 

Alla fine la donna, che nasconde un segreto a entrambe le figlie, accetta, ma i primi tempi di convivenza son duri per tutti, anche perché la zia di Sebastien è spesso assente, ma col tempo il ragazzo troverà degli amici ed imparerà a conoscere meglio la nonna e la zia. 

Un giorno si accorge di un cane maltrattato, Belle, appunto, non sapendo che il proprietario, Gas (Syrus Shahidi), è un amico di Noemie, che non gli crede quando gli racconta la sua scoperta, figlio dell'uomo che sta per concludere un affare con Corinne. Sebastien, però, capisce che il cane è diventato aggressivo proprio per colpa dei maltrattamenti e non per sua natura ed un giorno lo libera, mettendosi nei guai, perché Gas, infuriato, promette ricompense a chi troverà il suo cane e chi glielo ha "rubato".  Dopo aver convinto la nonna a nascondere Belle in montagna, dove si sono trasferiti per la transumanza, Sebastien trascorrerà giorni felici con la nuova amica a quattro zampe e oltre al segreto della nonna ne scoprirà per caso un altro capace di cambiare la vita della sua famiglia.  

Anche questa è una storia di formazione, perché Sebastien scoprirà la dura legge della natura, una notte in cui i lupi attaccano le loro pecore e Belle deciderà di affrontarli. 

In tutti e quattro i film, infatti, il tema principale è il rapporto uomo-natura (animali compresi), un percorso di crescita fatto di incontri ed abbandoni, di felicità e difficoltà, di libertà e di pericolo. Anche Sebastien, nella sua vita, dovrà imparare suo malgrado a convivere con le partenze, gli obblighi e le responsabilità.  

Quello che emerge dall'intero ciclo di film, oltre all'importanza del rispetto della natura, degli animali e delle altre persone, è la necessità dell'educazione, dell'amore familiare, anche se il legame è solo del cuore e non di sangue, ma anche dell'amicizia, dell'onestà, della lealtà, della verità, della pace, del senso del lavoro e della comunità.

In tutti i film, bellissime storie ricche di spunti di riflessione e di insegnamenti, che bilanciano perfettamente momenti d'azione velocissimi e pause rilassanti, toccando generi molto diversi tra loro, la commedia, il thriller, il dramma e l'avventura, sono presenti ottime caratterizzazioni psicologiche dei personaggi, non solo dei protagonisti, ma anche di quelli secondari. Sono film adatti a tutta la famiglia, perché quel ragazzino insieme così testardo, ribelle, curioso, indipendente, sveglio e tenace, ma altrettanto sensibile, intelligente, leale e generoso, nato sotto una cattiva stella, riesce a farsi amare subito, sempre pronto ad aiutare e a darsi da fare, anche quando serve faticare. Lui e l'altrettanto forte e dolce Belle resteranno per sempre impressi nel nostro cuore, come un esempio di amicizia rara e preziosa.  

domenica 21 giugno 2026

Omicidio a Les Saintes

Omicidio a Les Saintes (Le Fantome des Saintes, Fr, 2023) di Marc Barrat (Asesinato en Guadalupe, Muertres a Cayenne) è un giallo a tinte non forti molto ben costruito ed approfondito nelle sue varie parti.  

La trama, infatti, è molto interessante e dal ritmo abbastanza veloce: dopo una breve presentazione della protagonista, il capitano Gaelle Boissaaux (Anne Décis) e del meraviglioso ambiente in cui vive, le isole di Terre Alte e Terre Basse, parte subito l'azione, con il ritrovamento in mare, da parte di alcuni pescatori, del corpo di una giovane donna, avvolta in un vestito antico. Mancando pochissimi giorni all'inizio della stagione turistica, il capo di Gaelle e della nuova e giovane collega Diane (Audrey Postel) invia in loro aiuto dalla capitale un collega, che con grande sconcerto Gaelle scoprirà essere Ludovic Augustin (Denis Maéchal), sua vecchia conoscenza. 

I tre poliziotti, chiarita l'identità della vittima, la quarantenne Caroline Boisseaux, bella e ricca proprietaria dell'Hotel Tourment d'Amour, inizieranno, dopo il riconoscimento da parte del fratello Régis (Olivier Chantreau) e dell'amica di famiglia Nicole (France Zobda), ad indagare sulla vita privata e lavorativa della donna, che per l'ultima volta era stata vista la sera prima all'annuale ballo in costume al forte.  

Nel frattempo gli spettatori iniziano a conoscere gli altri personaggi, principali e secondari, la figlia e la madre di Gaelle, Susanne (Romane Jousset) e Solange (Elisa Servier), l'ex cuoco Marcus (Julien Béramis), l'ex albergatore Morgad Le Napur (David helson), l'ex pescatore Léon Prigent (Dominik Bernard), e a ricostruire la loro storia, i loro rapporti interpersonali, i loro sogni, i loro progetti, comprendendo le motivazioni delle loro azioni. 

La vicenda del film, sceneggiato da Pierre Le Gall e Sarah Malléon e prodotto da Jean-Louis Monthieux e France Zobda, si snoda tra passato e presente, segreti, bugie, vendette, azioni illegali, concorrenza spietata, amicizia, solitudine, divorzi, adozioni, disturbi psichici, misteri e fantasmi, ricordi, folclore, tradizioni, storia, leggende, divari sociali, amori corrisposti e non, inganni, antiche rivalità e brutte scoperte, fino alla soluzione finale, in un crescendo di inaspettati colpi di scena.  

domenica 2 febbraio 2025

Tre letti, due bagni, un fantasma

Un film molto carino che consiglio a tutti di vedere è Tre letti, due bagni, un fantasma (3 Bed, 2 Bath, 1 Ghost, USA-Canada 2023) di Kevin Fair (Natale a prima vista, Always amore, Un desiderio sotto l'albero).
La storia, basata sulla sceneggiatura di Gregg Rossen, Brian Sawyer e Joie Botkin, è quella di Anna (Julie Gonzalo) ed Elliot (Chris McNally), due giovani che dopo molto tempo vedono fallire insieme la loro azienda ed il loro amore.
Mentre l'uomo si trasferisce a Boston, la ragazza inizia a lavorare nell'agenzia immobiliare del padre Garrett (Xavier Sotelo), che le affida l'importante e difficile incarico di vendere una lussuosa abitazione antica con tanto di vasto e (un tempo!) rigoglioso giardino. L'entusiasmo di Anna, però, viene subito smorzato dagli incontri casuali con l'ex, che torna spesso in città per risolvere questioni burocratiche, dalla supponente diffidenza di Terrence (William Vaughan), storico braccio destro del padre e dalla scoperta che nella residenza abita Ruby (Madeleine Arthur), il fantasma di una splendida giovane donna, morta precocemente negli anni Venti, ritratta in un bellissimo quadro che spesso sposta o fa cadere. 
Se, almeno all'inizio, tra le due donne è guerra aperta (e divertentissima!), in quanto il fantasma non vuole lasciare quella che cento anni prima era stata la sua casa, ancora piena di mobili, oggetti, abiti originali e ricordi personali, col tempo, tra confidenze, scherzi e piccole vendette (non riuscite) iniziano a conoscersi, capirsi ed aiutarsi.
Ruby, infatti, comprende che involontariamente è lei stessa che non vuole andarsene da questo mondo, in quanto ha paura che il suo grande amore Charlie (Thomas Darya), il suo vecchio autista, non sia di là ad aspettarla e che l'abbia già dimenticata. Così, per ringraziare Anna, che è riuscita a farla uscire dalla casa, permettendole di visitare liberamente il suo amato giardino e la sua città, ormai molto cambiata, e se stessa, in quanto si convince che se riuscirà a far riavvicinare Anna ed Elliot, che si amano ancora, lei potrà finalmente "morire" e riabbracciare il suo amato, fa di tutto perché questo accada, con ogni mezzo (e potere!) a sua disposizione. 
Anche Elliot aiuta Anna, da sempre la sua migliore amica, a sistemare la splendida residenza, ma l'egoista Charlie ci mette lo zampino e Garrett, sbagliando, toglie l'affare alla figlia, per affidarlo a lui. La donna all'inizio è molto delusa ed arrabbiata ma poi, con l'aiuto sincero di Ruby, saprà finalmente farsi valere e ascoltare, realizzando i propri sogni e quelli della sua nuova improbabile amica.
Il film, dal ritmo serrato, fa riflettere sulla differenza tra creazione e demolizione, tra restauratore e venditore, tra passato e presente, tra restare e andare via, affezionarsi e lasciare andare, è la storia di una ricerca e di una conquista, realizzate con impegno e fiducia, seguendo l'invisibile filo del destino.
L'atmosfera che si respira nell'emozionante pellicola prodotta da Hallmark Channel è magica, come fosse un sogno, e la storia è un riuscito confronto tra due mode ed epoche, personalità e mentalità, con diversi modi di vivere e nuovi inizi. 
Nel film è interessante lo sviluppo parallelo delle due vicende, quella odierna di Anna (ma anche di Ruby) e quella antica di Ruby, tra rimpianti, saggia consapevolezza, ma anche dubbi e dilemmi.
Tra gli insegnamenti del film, commovente sino al finale a sorpresa, quello della brevità della vita, che non va sprecata e dell'importanza dell'amore, che non va allontanato onde non vivere poi di rimpianti, di saper andare avanti quando è necessario, imparando a far la scelta giusta, ascoltando il cuore, anche se è difficile, anche quando si ha tutti contro, desiderando anche la felicità altrui. 
Altri valori proposti sono quelli della sincerità, del rispetto della diversità, dell'amicizia, della Storia. 
Il film, infine, solo apparentemente leggero, fa riflettere sul rapporto padre-figlie, sulla concorrenza nell'ambito lavorativo, ed i suoi punti di forza sono lo stile e l'ambientazione un po' retrò, come il percorso di crescita dei tre protagonisti, soprattutto quello di Anna, che avviene sia in ambito familiare e sentimentale sia in quello professionale.

domenica 26 gennaio 2025

Natale a Nantucket

Uno dei migliori film del genere che ho visto è sicuramente Natale a Nantucket (Nantucket Noel, Canada-USA 2021) di Kirsten Hansen (In tempo per Natale, Il Natale che ho dimenticato, I mille colori dell'amore), per la trama, i personaggi, i luoghi, le atmosfere, gli spunti di riflessione proposti, nonostante il finale mi abbia leggermente deluso, in quanto coerente e appropriato, ma non il più adatto, a mio parere. 
Basata sulla sceneggiatura di Nancy Thayer, Erin Rodman e Alex Wright, la pellicola racconta la storia di Christina Antonioni (Sarah Power), una giovane donna che da quattro anni ha ereditato dalla madre Abby (Kharytia Bilash) il negozio di giocattoli sul molo cittadino, e di Andy Bittlesman (Trevor Donovan), un affascinante uomo d'affari venuto sull'isola per trascorrere le vacanze con la figlioletta Wink (Payton Lepinster), che da troppo tempo trascura, raggiungendo nella nuova casa il padre Oscar (Bruce Dawson), che sta per andare in pensione a causa di un brutto malore, non prima però di aver realizzato il suo ultimo, importantissimo lavoro.  
Christina è felice perché proprio quel giorno iniziano i festeggiamenti natalizi e non si lascia rovinare l'umore quando viene a sapere dal suo amico Jacob (Daniel Bacon), che ha un negozio al molo, come le amiche Harriet (FionaWroom) e Molly (Hether Claire Nortey), madre della piccola Dora (Ava Kelders), che i figli del vecchio proprietario del molo hanno venduto ad un forestiero che vuole ricostruirlo.  
Poco dopo Christina, che presiede la società per la tutela dei beni artistici e culturali dell'isola, incontra per caso Andy, cadendogli addosso perché al suo passaggio un'asse del vecchio molo cede, ed invita lui e la figlia a visitare il suo negozio di giocattoli. Wink, però, a disagio perché è il primo Natale che trascorre senza la madre Lauren (Sophia Johnson), separata, e perché non ha un vero rapporto col padre, ruba la bambolina di una sirena. Christina se ne accorge, ma notato il suo pentimento e fattole capire l'errore la perdona prontamente, al contrario di Andy che, deluso, le fa promettere che l'indomani mattina aiuterà la donna in negozio.  
Tra Wink e Christina si crea subito un buon legame ed Andy ne è felice, però quella nuova amicizia è turbata dal fatto che la giovane si scontra subito con Oscar, che con durezza non si mostra affatto contento della presenza e della personalità di Christina e si rifiuta testardamente di ascoltare la sua storia e le sue ragioni, litigando per questo col più mite Andy. 
Il Natale di Christina ormai è rovinato, dopo la certezza che Oscar ha un piano di rinnovamento totale del molo, che considera pericoloso e da migliorare nell'interesse della città, e tenta di proporre alternative adatte che ne prevedano soltanto il restauro, ma esse non bastano ed il suo umore è sempre più cupo, nonostante i bei momenti trascorsi con gli amici e con Wink ed Andy, di cui inizia anche a non fidarsi più. 
La situazione precipita ulteriormente quando gli amici le confessano che, per inseguire altri sogni e ritenendo vantaggiosa la proposta, hanno accettato un lauto premio in denaro da Oscar in cambio dello svuotamento dei loro negozi entro il 31 dicembre. Così Christina si sente sempre più sola nella sua battaglia e nel suo dolore, perché per lei abbandonare il negozio, con il murales delle sirene dipinto dalla madre, è come perdere la donna una seconda volta, insieme a tutti i suoi più bei ricordi e non è ancora pronta a trasferirsi altrove, nonostante il sincero aiuto di Andy. 
Dopo molte riflessioni, vari e affettuosi consigli degli amici, di Andy e di Janice (Candice Hunter), vecchia compagnia di giochi di Oscar nelle estati che egli trascorreva sull'isola, che ora aiuta in casa, i due antagonisti si scopriranno simili, sia nel carattere sia nelle motivazioni ad agire, nelle profonde ferite e nel legame con un caro defunto, trovandosi pronti ad un confronto più sano, all'ascolto e al perdono, oltre che all'accettazione dell'inevitabile, che a volte non è così tragico come si pensa. Lasciando da parte egoismo e paure, infatti, bisogna essere aperti al nuovo, prendendosi cura degli altri, creando nuove tradizioni, senza dimenticare il fascino di quelle più vecchie, e portando allegria ovunque si vada. Perché i veri regali non sono quelli comprati, ma l'essere presenti, creando ricordi duraturi e nuove avventure. I cambiamenti possono essere difficili, ma fanno bene, come i compromessi, e le persone non vanno viste come nemici, ma trattate con gentilezza, anche quando ostacolano i nostri progetti, per i quali dobbiamo comunque lottare, se li riteniamo importanti. Bisogna saper fare sacrifici e la scelta giusta per essere fieri di noi e del nostro lavoro, che tutti devono rispettare, senza farci schiacciare dalla pressione e dalle aspettative altrui, sapendoci anche divertire e cercando sempre quello che ci rende felici, consapevoli della brevità della vita e della sua mutevolezza, ricordando che la dolcezza, la salute e la felicità sono i valori più importanti.
Nel film, ricco di toccanti musiche e di magnifiche riprese di esterni, soprattutto nella sua parte finale, tutti i personaggi cambiano, sia quelli principali sia quelli minori, tranne la dolce e saggia Janice, già matura, e Lauren, che compare soltanto all'inizio, mostrandosi equilibrata, responsabile e consapevole, oltre alla piccola Dora, subito pronta ad accogliere nuove amicizie nella sua vita e ulteriori affetti nel suo cuore. 
Non bisogna dimenticare che anche l'isola, la dama bianca, è una protagonista fondamentale del film, perché è l'ambientazione della storia, il passato e i ricordi di Christina e dei suoi amici. Il paesaggio, a volte scuro e nebbioso, accompagna i suoi stati d'animo ed i suoi umori più neri in quel momento difficile che non sa come superare. Per lei Nantucket ed in particolare il suo negozio sono le sue radici, quel che resta della sua infanzia, della sua adolescenza, della sua famiglia. L'isola stessa ed il suo faro, oltre alla nebbia, sono metafore della confusione, dell'inquietudine, della solitudine, della via da seguire. E Natale è la festa della speranza, e della gentilezza, della purezza dello sguardo ei bambini, non ancora toccati dai clamorosi cambiamenti della vita. 
Nell'emozionante e suggestiva pellicola, prodotta da Johnson Group Production, e basata su profonde tematiche come quelle della famiglia allargata, del divorzio, del lutto, dei genitori single e delle difficoltà economiche, è anche forte il legame con i propri defunti, ai quali si chiede di consigliarci ancora nelle crisi più gravi per capire cosa fare per uscire dall'empasse e dalla disperazione, restando liberi, e ai quali si chiede scusa per non aver mantenuto certe promesse. 

venerdì 24 gennaio 2025

Un Natale non proprio regale

Chi ha voglia di seguire un'altra storia reale (o quasi!) può vedere Un Natale non proprio regale (A not so royal Christmas, USA-Canada 2023) di Jonathan Wright (Awakening the zodiac, La parata del Natale, Il Natale di Chris), prodotto da Muse Entertainment Enterprises e Muse Entertainment LLC e distribuito da Hallmark Channel.
Il film, basato sulla sceneggiatura di Anna White e sulla fotografia di Jonathan Yapp, è la divertente, romantica e surreale vicenda di Adam Pederson (Will Kemp) e Charlotte Collins (Brooke D'Orsay), che, incontrandosi, a causa di un banale equivoco, senza saperlo scatenano una serie di terribili problemi che li porterà a seguire strade decisamente non previste per il loro futuro. 
Adam, infatti, che ha vissuto in otto diversi Paesi negli ultimi dieci anni, torna a casa per le vacanze natalizie, trovando lavoro, prima di ripartire verso l 'epifania, come giardiniere nel castello di Soraghen, dove lavora anche il suo vecchio amico Jensen (Michael Hough), che si sta innamorando della nuova giovane guida Kirsten (Taylor Love).
Nel frattempo a Londra, nella redazione della rivista online di pettegolezzi sui reali Royal Gossip Entertainment, Charlotte, rimata di nuovo single, chiede un aumento al suo capo Tony (Lindsay Owen Pierre), dal momento che è l'editorialista che dal suo arrivo, cinque anni prima, scrive le storie più belle e gli articoli più interessanti, ma lui glielo nega. Caparbia, la donna newyorkese, il cui visto scadrà entro un mese, gli spiega di avere una nuova pista riguardante il misterioso conte di Soraghen, che non si è mai fatto vedere in pubblico, rubandogli così la promessa che se riuscirà ad avere un'esclusiva con un'intervista e la prima foto dell'uomo otterrà l'agognata promozione. 
Felice come non mai Charlotte parte verso il Paese di Nordin e, arrivata sul posto, dopo aver portato i bagagli nell'albergo di Trina (Diane Johnstone), di cui Kirsten è la nipote, si reca subito al castello e, durante la visita, di nascosto si intrufola nelle stanze reali, in cui trova seduto al pianoforte, in tenuta poco elegante, Adam, che così scambia per il conte, proponendogli subito l'intervista, dopo essersi spacciata per l'editorialista di uno dei più importanti e seri giornali europei. Adam, dopo un primo attimo di sconcerto, sta al gioco, non pensando alle conseguenze e quando arriva, sgridandoli entrambi, il consigliere reale Sir Gustus, ormai è troppo tardi e Charlotte va via con la promessa dell'intervista al conte.
Il preoccupatissimo Gustus corre così subito a spiegare agli altri membri del Consiglio l'accaduto, dopo aver raccontato al povero Adam la verità che i reali stanno nascondendo, cioè il fatto che l'ultimo conte di Soraghen, Lars, ha abdicato per amore quattro anni prima, lanciando dalla finestra il suo stemma, ritrovato per caso proprio da Adam, e trasferendosi molto lontano. Il Consiglio, valutate le varie possibilità insieme al re Sven (Peter Millard) e alla regina (Toni Ellwand), propone ad Adam di impersonare il conte, loro nipote, sino a che non si troverà una più adeguata soluzione. 
Adam subito non è felice, ma poi con la complicità della madre Rayna (Lisa Bunting), pasticcera, e dell'amico cerca di trarre il meglio dalla situazione, godendosi le comodità del palazzo e la compagnia di Charlotte, che non gli è indifferente, tra cene, aurore boreali, nuove ed audaci proposte per il Consiglio, approfondimenti sul Natale ed eventi importanti e tradizionali a cui assistere. 
Tutto sembra andare per il meglio ma, poco prima del ballo, la magia svanisce dopo l'imprevisto arrivo di Tony, che in segreto fotografa Adam per provare la veridicità della storia di Charlotte e poi pubblica il suo più importante articolo, ma cambiandolo, rendendolo più scandalistico e meno personale. Sir Gustus presto lo scopre e caccia arrabbiatissimo dal palazzo l'ignara Charlotte, che si licenzia, stufa di non venire apprezzata per il suo impegnativo lavoro. 
Ma le sorprese e i colpi di scena non sono ancora finiti e con grande delusione e sconcerto la donna per caso viene a conoscenza della vera identità del "conte" e furibonda si reca a palazzo minacciando di smascherarlo con lo scoop più sensazionale del secolo, salvo poi essere riportata a più miti consigli dai suoi nuovi amici, aprendosi al perdono e riscoprendo la sua vera passione.
Questa bella pellicola, realizzata con il montaggio di Brigitte Rabazo e le musiche di Christopher Guglick, mostra come spesso si confondano con facilità realtà e finzione e come sia importante cercare un luogo e un lavoro che ci rendano felici, oltre a ricordare la nostra infanzia ed i propri defunti. 
Il film inoltre fa riflettere sul binomio tradizione e cambiamento, restare e partire, non rischiare o realizzare qualcosa di buono che faccia la differenza e pone varie domande a cui lo spettatore è tenuto a rispondere: ha più potere un titolo nobiliare o quello che si fa con esso? Bisogna proprio mentire per comodità? Il giornalista deve trattare gli altri come persone o come oggetto di gossip fine a se stesso?
La pellicola è molto ben riuscita ed equilibrata nei vari aspetti, per la trama, per il ritmo, per i personaggi e per i valori e le riflessioni proposti.

mercoledì 22 gennaio 2025

In gara per Natale

La trama di In gara per Natale (Once Upon a Main Street, USA 2020) di Polly Draper, molto lineare, elementare ed esigua, racconta la storia di Amelia (Vanessa Lachey) che, alla soglia dei 35 anni, con molta gioia e soddisfazione sta per acquistare il locale perfetto per aprire un negozio di articoli di Natale. Ad affare quasi concluso, però, l'agente immobiliare che se ne occupa le spiega che c'è stata un'altra offerta da parte di un nuovo acquirente e quindi il proprietario dovrà decidere quale sia la migliore. 
Molto arrabbiata per quello spiacevole ed inaspettato inconveniente che rischia di far svanire il suo sogno e la sua felicità nel nulla, e scoperto che il suo rivale è Vic Manning (Ryan McPartlin), un uomo conosciuto per caso con cui ha già avuto da ridire, la donna farà di tutto per raggiungere il suo scopo, con ogni mezzo, lecito o meno. 
Se, almeno all'inizio, il film, realizzato con il montaggio di Rob Pallatina, non appassiona molto ed è solo divertente e leggero, man mano la storia prende spessore ed i personaggi vengono mostrati più in profondità. Entrambi i concorrenti, infatti, decidono nello stesso momento di raggiungere il proprietario dell'agognato edificio per conoscerlo e cercare di convincerlo a venderlo a loro. L'uomo, Elder Dubois (il mitico Patrick Duffy!), abita in una cittadina in Nevada a solo un'ora di distanza da White Oak, ma i due giovani fanno una sosta obbligata per il maltempo, incontrandosi in un piccolo hotel. Essendoci una bufera è rimasta solo una camera libera, appena prenotata da Vic, ed il proprietario li convince a restare entrambi, visto il freddo che fa fuori, anche in auto. A malincuore i due accettano e tra battutine, orgoglio, pregiudizi e fastidi la notte passa. Al mattino, essendo migliorato il tempo, i giovani fanno colazione e ripartono, ma tentano nuovamente di fregarsi a vicenda e battersi sul tempo, tenendo stupidamente nascosta all'altro la loro reale destinazione, palese nonostante le pietose e creative bugie. 
Giunti, quasi insieme, alla casa del venditore, siglano una temporanea tregua e vanno da lui, felice di accoglierli ed ascoltarli. 
Dall'uomo Amelia e Vic vengono a sapere che non ha voglia di decorare la sua abitazione perché è il primo Natale che trascorrerà senza la moglie e senza la figlia, con la quale aveva litigato molto tempo prima e che non vede dal giorno del funerale della prima. Triste ed abbattuto per questo motivo, non ha molta voglia nemmeno di presiedere, come aveva fatto gli altri anni, all'organizzazione della storica gara di Natale di addobbi in Main Street, tra la sua cittadina, Castle Creek, e la vicina rivale Crystal, che vince la battaglia da ben cinque anni. I due giovani, con molta gioia e soddisfazione di Elder, si offrono di aiutarlo, così vengono ospitati sino a Natale e tentano di fare del loro meglio per ringraziarlo (e ingraziarselo!), Amelia decorando magnificamente la grande casa, Vic cucinando piatti squisiti, soprattutto dolci, la sua specialità.   
Fare squadra per i due è difficile, perché giustamente non si fidano l'uno dell'altra e convincere i negozianti, tra gli altri Billy Woo (Scott Takeda), Chandra (Moonie Fishburn) e soprattutto Rowena Marson (Polly Draper) ad ascoltarli, impegnarsi nell'evento ed accettare di cambiare metodi e punti di vista per tentare di vincere è ancora più complicato. Dopo vari tentativi, però, inizieranno tutti a conoscersi meglio e a collaborare e Amelia tenterà anche di far riavvicinare Elder all'amata figlia.
Tra battibecchi, sgambetti, lamentele, equivoci, sorprese ed interessanti scoperte, il risultato si rivelerà grandioso  e, naturalmente, i due antagonisti si scopriranno innamorati. 
Il punto di forza del film, basato sulla sceneggiatura di Don Perez, prodotto da Hartbreak Films e  distribuito da Lifetime Television, sono sicuramente i paesaggi innevati e gli interni, ricchi di storia, amore, arte e atmosfera natalizia, ben resi dalla bella fotografia di Ryan Galvan. 
Il saggio e maturo Elder è il personaggio migliore della storia, in realtà il vero protagonista che ne tira i fili, facendo evolvere la situazione: con pacata determinazione indurrà i ragazzi a capire che le vere vittorie sono quelle morali e che per vincere è necessario assumere un punto di vista imparziale, mettendo da parte egoismo e rivalità per raggiungere un compromesso insieme, in accordo ed armonia, restando compatti ed uniti, senza giudicare e senza voler sempre essere al centro dell'attenzione. In questo modo fa cambiare il ritmo ed il tono del film, che diventano rispettivamente più lento e più riflessivo, mentre Amelia e Vic, come Rowena, risultano poi meno antipatici ed irritanti e più veri e sinceri, imparando a fare del bene disinteressatamente, senza essere subdoli e spocchiosi. 
Questo viaggio imprevisto cambierà molto Amelia e Vic e le loro vite, si ritroveranno e solo allora potranno davvero realizzare i loro sogni, senza più odio, opportunismo e pietosi piani calcolatori, dopo aver fatto per la prima volta qualcosa per gli altri senza volere nulla in cambio. 
Elder insegnerà inoltre a tutti che il passato e le tradizioni non vengono dimenticati aprendosi al nuovo, ma ne vengono anzi arricchiti. 
L'equilibrio della pellicola, in cui si ascoltano le musiche di Felix Bird, tra storie di famiglia, confronto di idee e di personalità, frecciatine, simpatiche ed imbarazzanti gag, valori e spunti d'ispirazione, viene rafforzato e ne migliora il risultato. 

domenica 19 gennaio 2025

Una (anzi, un'altra!) principessa a Natale

Una principessa a Natale (Jingle Bell Princess, USA-Canada 2021) di Don McBrearty (Per un calice d'amore, Tre fidanzati per Natale, Le rose di San Valentino), ispirato al romanzo di Barbara Dunlop His Jingle Bell Princess, del 2016, è una favola moderna e romantica che racconta la storia di Amelia (Merritt Patterson), principessa di uno stato dell'Europa orientale, governato dal padre vedovo (Peter Cockett).  
Tornando, pochi giorni prima di Natale, da New York, dove ha tenuto un discorso in merito ad una causa filantropica, il suo jet privato è costretto a fare scalo nel piccolo aeroporto di Tucker, nel Maine, per dei guasti. Durante l'attesa la principessa Amelia, sentendo nel silenzio un campanellino suonare, scende dal velivolo e sul vicino sentiero innevato incontra prima il simpatico cagnolino Tempesta e poi il suo padrone Fred Harley (Don Willmott), che abita in una fattoria di alberi di Natale non lontana. Questi la convince ad andarla a visitare, dato che ci sono anche le bancarelle natalizie della moglie ma, quando ritorna, dopo essersi scontrata con un uomo, Sam Cutler (Trevor Donovan), non vede più l'aereo. Chiesta una spiegazione all'hostess Annie (Marnie McPhail), scopre con incredula preoccupazione che il suo aereo è partito per errore senza di lei e che per una tempesta in arrivo l'aeroporto è appena stato chiuso, così lei resta bloccata, sola e senza neanche il cellulare. La gentile e matura Annie, però, la invita a passare la notte a casa sua, dove vive con suo figlio Sam e la dolce nipotina Sophie (Charlie Boyle), da due anni, cioè dopo la morte, la Vigilia di Natale, della giovane nuora Kora. Dispiaciuta dell'accaduto e non volendo disturbare o creare problemi in un periodo difficile, Amelia viene però invitata a restare per tutto il tempo della durata della tempesta, che ha interrotto tutti i collegamenti telefonici. 
Sulle prime Sam trova strana e un pò antipatica Amelia e se ne sta sulle sue, mentre la piccola, come la nonna, l'adora. Amelia e Sophie condividono la passione per i cavalli, per i vestiti sontuosi, l'aver perso la mamma e il tipo di rapporto con il padre (affettuoso ma severo ed iperprotettivo). Amelia, poi, è molto educata e gentile ed aiuta molto, offrendosi anche di dare una mano a Sam con la ristrutturazione di casa sua, abbandonata dopo il lutto, per fare una sorpresa a Sophie. L'uomo, così, imparerà a conoscerla meglio e grazie a lei troverà la forza per andare avanti e voltare pagina per la gioia della sua famiglia e dei suoi amici e vicini Brock Montrose (Lindsay Owen Pierre) e Melanie (Cherian Drakes), genitori della piccola Libby (Jaeda Owens). 
Nei giorni in cui Amelia resta a casa Cutler ha tempo di affezionarsi a tuti i suoi membri e a quelli della comunità, e quando viene riattivata la linea telefonica e può finalmente comunicare con il suo assistente Marcel (Matthew Finlan) per accordarsi per ripartire è nello stesso tempo felice e malinconica.
In quella piccola cittadina, infatti, a casa di sconosciuti, ha scoperto un modo di essere e di vivere molto lontano dal suo, semplice e libero come aveva sempre sognato e le dispiace abbandonarlo, pur essendo felice di riabbracciare il padre. 
Ormai è la Vigilia e dopo aver presentato al re, al ballo organizzato da Melanie, le brave persone che l'hanno ospitata e protetta in quei giorni di emergenza, si accinge a ripartire. Il padre, però, si accorge della sua malinconia e, chiestole il motivo e scoperta la verità, le fa capire che desidera soltanto la sua felicità, nonostante gli obblighi ed i doveri legati al suo importantissimo ruolo, così il Natale di Amelia sarà di nuovo speciale, perché avrà altri nuovi affetti con cui condividerlo.
Questo film, basato su una trama molto semplice e lineare e distribuito da Great American Family e CTV Drama, ha molti punti di forza, ad esempio tratta con delicatezza e rispetto il tema del lutto e della sua elaborazione ed insegna a guardare oltre le apparenze, senza giudicare in modo superficiale.
Il film, immerso nelle musiche di Michael Richard Plowman ed arricchito dalla fotografia di Jonathan Yapp, mostra come soltanto accettando le diversità ed andando oltre le apparenze si possano creare veri legami con le altre persone, accettandole per come sono.
Anche in questa pellicola, ricca di emozioni, il Natale è descritto come generosità, gratitudine, ospitalità, condivisione, bontà e sincerità. I regali vengono fatti a mano, come le decorazioni natalizie, e con il cuore ed i desideri espressi per la felicità di qualcun altro, per tradizione. 
Il viaggio di Amelia, inoltre, si può vedere anche come un percorso interiore di cambiamento in cui trovare la vera se stessa e con essa la felicità. 
Nel film, basato sulla sceneggiatura di Blaine Chiappetta e James D. Hughes e sul montaggio di Ryan Kovack, si trovano poi le dicotomie e le metafore caldo-freddo, austero-accogliente, ordinario-straordinario, formale-informale e normale-speciale. 
La pellicola, infine, prodotta da HP a lot of Christmas Productions, All Canadian Entertainment, Brad Krevoy Television e Tule Productions, è divertente, commovente, allegra e triste insieme, insegna l'importanza di trascorrere del tempo insieme e di imparare qualcosa dagli altri, i quali possono rivelarsi per noi una benedizione, e di non mettere la bellezza al primo posto nella scala dei valori.