martedì 21 giugno 2016

La quarta avventura di Agatha

La quarta avventura di Agatha Mistery, Larry, Mr. Kent e Watson è nientedimeno che .... un Intrigo a Hollywood.
Larry, infatti, dispiaciuto ed imbarazzato come al solito per l'ennesima richiesta di aiuto e per l'ultima figuraccia, interrompe i festeggiamenti per i dodici anni di servizio del maggiordomo, per annunciare trafelato che li aspetta una missione della massima urgenza a Los Angeles. Dove abita, per fortuna, lo zio Bud, ex stuntman oltre che agente segreto, amante delle auto d'epoca. Così i nostri amici, in quello strano sabato di giugno, abbandonano il fresco di Londra per il torrido caldo americano.
Larry è stanco per i duri allenamenti di Arti marziali ma viene convocato per un'altra missione. 
Così giunge il momento del volo, in compagnia della cuginetta, di Mr. Kent e di Watson. Arrivati a destinazione, lo zio Bud li accompagna negli uffici di un produttore cinematografico, dove conoscono il regista ed i protagonisti del suo ultimo film. L'insofferente produttore ha chiesto aiuto alla scuola di Larry perché, a un mese dall'inizio delle riprese del film, continuano a capitare incidenti, seppur piccoli, ed è necessario scoprire l'identità del misterioso sabotatore prima che qualcuno si faccia male. Così, esaminate le lettere minatorie, i nostri amici iniziano l'indagine, per poter incastrare il colpevole prima delle riprese in esterni sulle colline di Hollywood della notte successiva. I sospettati sono un famoso produttore cinematografico, uno sceneggiatore ed un'ex attrice. Dopo molte spiacevoli sorprese, i nostri detective sono ormai vicinissimi alla verità, pronti a fugare gli ultimi piccoli dubbi che ancora li turbano e meditano in silenzio sull'identità del vero colpevole. Dopodiché, raggiunto il set in notturna, fatta una risolutiva verifica, scoperto il sabotatore grazie alla sorprendente memoria di Agatha, dopo emozioni concitate per la lotta, la minaccia con ostaggio, la liberazione e la cattura del sabotatore, oltre ad altre sconvolgenti scoperte, i nostri amici vengono circondati dal grato e stupefatto cast.
E l'avventura si conclude con un grande successo, coronato dagli abbracci di zio Bud e festeggiato saziandosi con squisitezze e riposandosi. Lo sfortunato Larry, però, deve ancora svolgere un delicato compito, per rimediare alla mancata sorpresa per la festa di Mr. Kent!

mercoledì 4 maggio 2016

The monuments men: l'arte come vita

The monuments men (USA - Germania, 2014), scritto e diretto da George Clooney (Le idi di marzo) mi ha fatto scoprire un aspetto importante della nostra storia che non conoscevo: la missione di 350 esperti d'arte alleati che fra il 1944 ed il 1952, su mandato di Roosevelt, tentarono di salvaguardare il patrimonio artistico europeo dalla devastazione dei nazisti in fuga, dopo lo sbarco in Normandia. 

                                    
               

Questo composito e speciale gruppo di soldati, formato da architetti, scultori e mercanti, guidati dallo storico dell'arte Frank Stokes (Leslie Stunt, conservatore al Fogg Museum di Harvard) ha una missione difficile, quasi disperata, in quanto spesso ostacolata anche da generali che, non capendone il senso, li considerano pazzi e continuano a perseguire le priorità militari.


                  

Tratto dal romanzo di Robert M. Edsel (1956), il film è recitato da uno straordinario cast di attori di talento (Matt Damon, Bill Murray, John Goodman, Jean Dujardin) ed il suo argomento drammatico è spesso smorzato con toni da commedia leggera, grazie ai suoi protagonisti un po' goffi e fuori posto, uomini non più giovani che non sanno usare le armi perché sono stati riformati, eroi imperfetti ma generosi che rischiano la vita per salvare opere d'arte preziose, a cui sono anche affezionati (la Madonna col Bambino di Michelangelo, il Polittico di Gand), e mantenerle integre nella loro bellezza e maestosità per le future generazioni.


Un film fatto più di silenzi e pensieri che di parole, più di sguardi che d'azione, che ci lascia rispettosamente commossi e stupefatti davanti alle case vuote degli ebrei di Parigi, a depositi pieni delle loro cose, della loro vita, come dice la donna tacciata di collaborazionismo che sarà fondamentale per la riuscita della missione, davanti alle miniere in cui i nazisti hanno nascosto migliaia di capolavori rubati, insieme all'oro ricavato dai denti degli ebrei, in attesa di mostrarli nel Museo del Fuhrer o di bruciarli, in caso di sconfitta.

                                      


Un film ricco di citazioni, del cinema contemporaneo e di quello classico, una pellicola storica, di guerra non convenzionale, educativa, divertente e struggente insieme, perché la morte non è solo lo sterminio delle generazioni, ma anche quello del loro passato, della loro identità e cultura, ciò che ci distingue e ci rende unici, salvandoci dall'omologazione di massa e dalla stereotipizzazione.
Un film ricco di umanità, presentato al Festival di Berlino, che, dolente, non dimentica nemmeno la distruzione dell'Abbazia di Montecassino per mano degli alleati, quella dei Buddha per volontà dei talebani e la razzia del Museo Archeologico di Baghdad, dimostrando che, purtroppo, gli errori della storia si ripetono.
La pellicola, bellissima e raffinata, che ha ottenuto il meritato successo, non tralascia l'introspezione, in quanto la ricerca dei personaggi diventa anche ricerca delle proprie radici, della propria infanzia, salvando dal dolore, seppur a volte diventa sacrificio, forse giusto, forse no, sta ad ognuno di noi deciderlo.















domenica 27 marzo 2016

Tanti auguri di Buona Pasqua!

Tanti carissimi auguri di Buona Pasqua,

                  

che questo Santo giorno, oltre a dolcissime uova e a morbide colombe ci regali anche pace, serenità, affetto e gioia.

                                    

Che oggi, e sempre, sappiamo riconoscere ed ammirare la maestosa grandezza di ciò che ci circonda,  lasciandoci avvolgere dalla bellezza della natura, con i suoi colori e i suoi profumi, e dall'umanità delle persone. Con il cuore pieno di speranza e di fiducia in un mondo migliore.





mercoledì 3 febbraio 2016

Il piccolo lord

Ho visto e rivisto Il piccolo lord (Little lord Fauntleroy) (Regno Unito, 1980) di Jack Gold (Il mercante di Venezia, La battaglia delle aquile) fin da piccola, insieme a mia madre, che ne custodiva un caro ricordo e sempre, come lei, l'ho amato, perché quello di Cedric (Rick Schrader), detto Ceddie, è un personaggio straordinario, ben costruito e psicologicamente approfondito, che ti entra nel cuore sin dalle prime scene, per non uscirne più. E' un ragazzo educato e sereno, nonostante senta la mancanza del padre, il capitano Errol, scomparso prematuramente, grazie all'amore della madre (Connie Booth) e della loro amica - governante Mary (Carmel McSharry), che lo fece anche nascere. Pieno di energia e vitalità, il ragazzo trascorre gran parte del suo tempo libero con i suoi migliori e più fedeli amici, il maturo signor Hobbs (Colin Blakely), droghiere innamorato di Mary, ed il più giovane e mingherlino Dick Tipton (Ralf Saxon), lustrascarpe, con cui discute di politica ed altri temi seri, da grandi.


Una voce sconosciuta inizia presto a raccontarci del suo lungo viaggio dal Vecchio al Nuovo Continente, alla ricerca di una persona che spera di portare con sé. Notiamo il suo stupore davanti ad una vita e a comportamenti così diversi da quelli a cui è abituato, da cui trapelano i pregiudizi del mandante di questa missione.
Quando il personaggio misterioso suona alla porta di casa di Cedric, finalmente si presenta, sconvolgendo la sua vita, con l'inaspettata scoperta e l'indecente proposta del suo capo. Havisham (Eric Porter) è il più fidato collaboratore di sir John Arthur Molineaux Errol (Alec Guiness), conte di Fauntleroy, nonno paterno del ragazzo, che desidera impartirgli un'adeguata preparazione in vista del suo futuro ruolo di lord, in quanto suo ultimo ed unico erede. Mrs. Errol, che non potrà abitare con loro nella tenuta di Dorincourt, ma in un cottage vicino, insieme a Mary, soffre, ma per il bene del figlio, e ricordando l'amore che il marito aveva per la campagna londinese e per il padre, oltre al dolore causato dalla forzata lontananza per la disapprovazione per il suo matrimonio con un'americana, non può che accettare. Nascondendo l'odio dell'uomo verso di lei, tenta di spiegare al saggio figlio quel radicale ed improvviso cambiamento, ma egli non lo comprende a fondo.
Durante il nostalgico e commosso addio, Ceddie dona ai suoi amici ciò a cui tenevano di più, rivelando il suo cuore generoso e la sua spontaneità e ricevendo da Dick il suo portafortuna, da indossare in presenza dei pezzi grossi. Che fosse speciale, si era già capito.
                                                                                                                                                                         
 
                                       

Pur non approvando, infatti, di essere affidato alle cure di altri invece che a quelle affettuose della madre, accetta di buon grado ogni proposta e desiderio del nonno, un vecchio burbero e solo, dopo la scomparsa prematura di tutti i suoi figli, scialacquatori e donnaioli, portatori di delusioni i maggiori, caro e amato da tutti il minore, il padre del piccolo, cui assomiglia incredibilmente, sia nella bellezza che nel buon carattere. L' immensa dimora (Belvoir Castle) del ricco nobile è fredda e spenta, la servitù gli obbedisce e lo rispetta, ma lo disapprova ed anche il suo cane, dopo l'arrivo del nipote, lo abbandona. Cedric forse è l'unico ad intravedere, dietro l'aspetto severo dell'uomo, la sofferenza. Trascorrendo del tempo con lui, curando i suoi malesseri e rispondendo ai suoi insegnamenti con altri insegnamenti, fa trapelare gioia e sorrisi sul suo volto e atteggiamenti meno duri verso i suoi fittavoli, che sempre ha considerato inferiori e meno degni di attenzione ai loro bisogni. Tutti notano questi lenti ma profondi e sinceri cambiamenti e sono felici e grati per l'arrivo di quel ragazzo, speranza e riscatto per tutti loro.
Anche la signora Errol fa del bene: oltre a lavorare come sarta per il negozio in paese, non avendo accettato la rendita disposta per lei dal suocero, nonostante la stanchezza si reca nel luogo più malfamato della tenuta, il vicolo del conte, appunto, cioè il quartiere dove abitano i contadini,  dove regnano sporcizia, povertà e miseria, a curare i malati e aiutare gli anziani, da cui è considerata un angelo di misericordia ricco di umanità. Anche lei è forte ed infaticabile, come il figlio, e in ciò ritrova il senso della vita.
Anche il conte, passandoci per caso durante una cavalcata con l'ormai adorato nipote, si accorge con meravigliato stupore e dolore, vergognandosene, segno della non cattiveria del suo cuore, della disperazione, del fetore, della fame e della sporcizia che vi regnano, dovuti all'indifferenza che ha provato per vent'anni per l'esistenza dei mezzadri. Con la bonifica della zona il vecchio tiranno si guadagna la sincera gratitudine ed un più profondo rispetto da parte dei contadini, nel cui cuore rinasce la speranza. Con i lavori, come le case e le strade anche la sua anima viene ridisegnata, perché non si può non rimanere colpiti da Cedric, dalla sua volontà di migliorare il mondo. Terminata la bonifica, davanti alla faccia da fine del mondo della signora Dawson (Antonia Pemberthon), l'anziana governante, il lord esprime il suo desiderio di organizzare un ricevimento, a cui sono invitati anche la sorella Constantia (Rachel Kempson), ossia la signora Lorradaile, ed il marito, Sir Henry, con i quali non parlava più da tempo, a causa di una sciocca lite ora dimenticata. Così ritrova vecchi affetti mai sopiti, grazie all'amore e alla dedizione non solo di un nipote, ma anche di un amico sincero che desidera il meglio per te, e in te vede qualità che altri non riescono a trovare.
Con coraggio ed un pizzico di spudoratezza, dopo le presentazioni ufficiali agli importanti ospiti, il bravo ed incantevole ragazzo riesce a dar nuova vita a quella casa vecchia e avita, e ai suoi abitanti, stanchi del suo triste isolamento, portando allegria con una famosa canzoncina americana, che l'orchestra, scioccata, deve improvvisare, al posto della solita musica straziante. Un altro simbolo della fresca ventata di rinnovamento portata ed impersonata dal piccolo grande Ceddie, che sa rendere possibile l'impossibile.
Come nella vita, però, può accadere che i momenti belli finiscano e che inaspettate brutte notizie arrivino a rovinare e a distruggere la felicità ritrovata. In questo caso il male è impersonato da una donna, vestita in modo succinto e dal comportamento volgare, che si presenta come la moglie del secondogenito del conte, Bevis, da cui dice di avere avuto un figlio, otto anni prima, quindi il legittimo erede. E' grazie a quest'incontro che l'uomo comprende finalmente i meriti e le notevoli qualità della madre di Cedric, finora disprezzata, così decide di andare a trovarla di persona, per spiegargli quel che di disdicevole è accaduto e ringraziarla per aver cresciuto nel modo giusto il figlio, erede degno di tanto titolo, che avrebbe occupato il suo posto meglio di lui, dandogli lustro. E questa volta non le parlerà in terza persona, tramite il cocchiere, ma in modo adulto e responsabile, cercando di dimenticare gli imbarazzi ed i sentimenti del passato, perché, con la sua dolcezza, i suoi valori, la sua tenacia  è la più cara madre che un ragazzo possa desiderare.
Come in tutte le favole, quando tutto sembra ormai perduto, arrivano i nostri a salvarci dal disastro finale, cioè gli amici, giunti da molto lontano per difendere il futuro di una persona cara e di tutti quelli che da lui dipenderanno. Grazie ad un benevolo destino, infatti, l'allampanato Dick nella foto sul giornale riconosce in quella donna (Kate Harper) la moglie del fratello Benn (Edward Wylie), ex ballerina e pescivendola, che lo abbandonò improvvisamente, portandosi via il loro unico figlio, di otto anni. Trovato un degno avvocato, che riconosce nullo il matrimonio di quest'arrogante con il figlio del conte, in quanto già sposata, e contattato il felicissimo nobile, con un colpo di scena finale, arriva al castello con il fratello ed il signor Hobbs, dove, disgustati, smascherano la truffa della sorpresa ed indignatissima Minna. E, come gradito ringraziamento, con infinita gioia di Ceddie, che era all'oscuro di tutto, a Dorincourt trascorreranno tutte le vacanze natalizie, non più trattati con sufficienza per le loro umili origini e condizioni. Perché l'abito non fa l'uomo, come dice il signor Hobbs, mentore del piccolo lord. E questo vale anche per la sua amata mamma, finalmente accettata nella nobile dimora, nascosta dietro l'albero la mattina di Natale, come il più prezioso dei doni.

 

E' arrivata l'ora del perdono, della pace, il nuovo regno, sancito da un sontuoso banchetto nella sala grande, e non più nelle stanze della servitù, a cui è invitato tutto il villaggio, per volontà, inutile dirlo, di Cedric, il miracolo in cui da tempo non si credeva né sperava più, da festeggiare degnamente.
Ciò è simboleggiato dalle stretta delle tre mani, dettaglio importantissimo, dopo il discorso di benvenuto.
Il film si basa sui confronti: quello tra due mondi di tradizioni e cultura totalmente diversi, entrambi degni di essere conosciuti e rispettati; di questi mondi, vecchio e nuovo, sono metafora l'anziano lord ed il giovane americano, quindi il confronto si sposta su due differenti tipologie di uomini, convenzionale e rigido il primo, più vivace e movimentato, e quindi maggiormente felice ed apprezzato, il secondo. Uno non esclude l'altro, però, come nel caso precedente, è questo il grande e precoce insegnamento del film. Infine un confronto tra due donne, entrambe madri: la prima non esita a far pesanti rinunce e sacrifici perché il figlio possa avere il meglio e da chi la apprezza non accetta riverenze, ma solo benedizioni e l'unico titolo che riconosce, quello di signora Errol, mentre la seconda, indegna e senza scrupoli, usa addirittura il figlio per i suoi biechi scopi. E' evidente quale dei due modelli è quello vincente, da emulare nella vita di tutti i giorni.

    

Infine, un'altra piccola riflessione.
In fondo, questo film, ispirato all'omonimo romanzo per ragazzi di Frances Hodgson Burnett (Il giardino segreto, La piccola principessa) è natalizio, non solo per la scena finale e per i valori che trasmette, ma anche nel senso più religioso del termine. Con il suo arrivo (la Nascita), infatti, il suo carattere ed il suo atteggiamento il piccolo Ceddie (il Bambino), migliora il nonno (gli uomini) ed i suoi comportamenti verso gli altri, facendogli perdonare i suoi sbagli (i peccati) dai suoi fittavoli e ridonando al suo cuore quella speranza e quell'amore che aveva perso. Con l'adorato nipotino (Lui) e grazie a lui non è più solo. Un altro arricchimento a questa pellicola prodotta da Norman Rosemont (Niente di nuovo sul fronte occidentale, Il conte di Montecristo) e scritta da Blanche Hanalis (Guai con gli angeli, Camille), accompagnata dalle musiche di Allyn Ferguson (Charlie's Angels, Starsky e Hutch).
Anche il montaggio (Keith Palmer) e la coreografia (Olga Lehmann)  di questo film per famiglie, vincitore, nel 1981, dell'Emmy per la Miglior Fotografia (Arthur Ibbetson) sono buoni e lo rendono unico ed indimenticabile, come il suo protagonista. 

                                  
 
 
 

 

 

 

 

lunedì 18 gennaio 2016

Agatha Mistery: terza avventura


In Crociera con delitto, terza avventura della serie Agatha Mistery, Larry cerca di godersi, insieme alla cugina, a Mr. Kent e al gatto Watson, la settimana di navigazione su un maestoso transatlantico,  ma non è semplice, dal momento che suo padre Samuel, imbarcatosi con l'ultima moglie, e la figlioletta di un anno, non lo lascia in pace un attimo, continuando a proporgli nuove sfide per smuoverlo dalla sua pigrizia.
E, immancabilmente, arriva la chiamata della scuola, motivo: trovare i dati top secret che una ex spia deve vendere .... a non si sa chi! Questa volta niente esami, ma un altro delicato intrigo da risolvere: come al solito, addio vacanza! Così prende avvio  la ricerca di un uomo attento e scrupoloso, con decine di false identità, per pedinarlo e registrare ogni mossa sospetta!
La caccia all'uomo ha inizio durante la succulenta ed abbondante cena di benvenuto, in abito da sera, con il capitano e la solita figuraccia dello sbadato Larry che, dimenticato il rigido regolamento di bordo, irrompe in biblioteca gocciolante, e si scontra, con un tonfo, con Mr. Kent, sparpagliando i libri sulla moquette. Agatha, capisce, grazie ad attente riflessioni, che la spia si è imbarcata proprio su quella nave che risale la costa occidentale della Norvegia, perché ha in programma una trattativa. Così, dopo una ricerca incrociata, il ricercato, viene rintracciato come un passeggero, trovato riverso sul letto, a faccia in giù, con segni violacei sul collo! E la valigetta contenente i dati top secret scassinata, e il contenuto ... rubato! Resta solamente una busta aperta, con un francobollo ed un nome sul retro e un foglio all'interno, completamente bianco!
Bisogna iniziare ad interrogare i sospettati, giocatori della falsa partita ed ex spie.
I giovani detective, dopo utili testimonianze e sagge ipotesi, grazie anche all'attrezzatura di Larry, superati i soliti problemi e riconosciuti gli specchietti per le allodole, nonostante il poco tempo rimasto a loro disposizione, trovano le prove, svelando, finalmente, la verità e consegnando il colpevole alle autorità, accompagnati dai ringraziamenti del capitano della nave. Prima di far rapporto alla scuola, però, i nostri amici si godono la giornata libera, facendo una movimentata gita in famiglia su un lussuoso motoscafo.  
In questo terzo capitolo della storia viene approfondito il personaggio di Samuel Mistery, fratello maggiore di Simon, il papà di Agatha, un rubacuori ultraquarantenne, ballerino provetto dalla voce squillante e dal sorriso malizioso, che ama il buon cibo e divertirsi in compagnia, che canzona sempre il figlio per le sue sconfitte sportive, facendolo sentire incapace e mettendolo in pericolo, perché, con scarsa convinzione, Larry tenta, tra incitamenti, sberleffi e noia, di accontentarlo.  Non sa, però, che la vera attività del ragazzo comprende difficili inchieste e spericolate missioni, da cui derivano successi. 
Oltre a questa figura ingombrante e a volte imbarazzante, in questo capitolo della serie conosciamo un po' di più la sua attuale moglie, campionessa di curling amante del sole e della sua terra nordica, madre dolce e premurosa. 

giovedì 31 dicembre 2015

Buon 2016!!!!

Questo è il mio affettuoso augurio, cari amici, per questo nuovo anno che sta nascendo:

che il vero spirito del Natale resti ogni giorno in noi;
che possiamo sempre dimostrare affetto per i nostri cari, gratitudine a chi ci aiuta, compassione per chi soffre;

                                      

che sappiamo prenderci cura dei più deboli, per proteggerli;

   
                                              
che ci sia sempre una mano tesa verso di noi per poterla afferrare nel momento del bisogno;
che possiamo essere amici complici, sagge guide e valido sostegno per chi ci sta vicino;



che ci siano sempre abbracci, baci e carezze da dare e da ricevere;

                                                                                 
che la fedeltà e la sincerità siano gli ingredienti del nostro amore;

                

che possiamo gioire per ogni lieto evento, anche se non ci riguarda;

           

che ogni incontro ci porti qualcosa, che ogni viaggio ci insegni a capire;

                

che il nostro sguardo sia lucido, profondo, trasparente, capace di andare oltre le apparenze ed i pregiudizi per cogliere la verità delle cose;

                               

che le parole amore, grazie, scusa, come si augura papa Francesco, non spariscano dal nostro vocabolario, né dalle nostre bocche;
che ogni tipo di crisi possa risolversi;
che tutti i più grandi problemi si possano superare, come gli ostacoli che ci separano dalla serenità;
che possiamo essere forti e correre decisi verso il nostro bene;


                   

che possiamo essere forti e correre decisi verso il nostro bene;
che non pesino troppo gli errori, i rimorsi, i rimpianti del passato;
che ogni sbaglio venga riparato;
che anche una volta toccato il fondo sappiamo risalire e che nemmeno la più violenta delle tempeste riesca a farci affondare;
 

              

che ogni notte sia illuminata ed accompagnata da un tranquillo riposo e qualche bel sogno, che ogni giorno freddo venga riscaldato, che ogni malessere guarisca, che ogni desiderio si avveri;

 

che si rispettino sempre le proprie radici, la personale identità, la propria dignità, come quelle degli altri;
che sappiamo ancora divertirci, ridere, stupirci;

                        

che non manchi mai la curiosità di imparare e scoprire qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso;

                   

che i sogni vincano sull'insicurezza, la fede sulla paura, la pace sulle guerre;
che sappiamo fare qualche passo in più verso gli altri, con generosità, ma anche verso noi stessi;
che il tempo non sia mai un problema, perché sappiamo farcelo bastare;

                   

che ogni attimo sia un meraviglioso e prezioso regalo da non sprecare, che tutte le occasioni vengano colte;
che non venga mai a mancare la fiducia in noi stessi, nel domani e nel prossimo;

                                   

che si rispettino sempre gli animali e la natura come gli esseri umani;

        

che ogni bene venga salvaguardato;

        

che la speranza per un mondo migliore non svanisca mai.
Buon 2016 a tutti!