lunedì 8 marzo 2021

Auguri, donne!!!

 




Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella!

Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono come un gregge di capre,
che scendono dal monte Gàlaad.
I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte hanno gemelli,
nessuna di loro è senza figli.
Come nastro di porpora le tue labbra,
la tua bocca è piena di fascino;
come spicchio di melagrana è la tua tempia
dietro il tuo velo.

Tutta bella sei tu, amata mia,
e in te non vi è difetto.


(Cantico dei Cantici, Bibbia)


                                       


Io voglio del ver la mia donna laudare
Ed assembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.

Verde river’ a lei rasembro a l’are,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ‘l de nostra fé se non la crede:

e no ‘lle po’ apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’om po’ mal pensar fin che la vede.

(Io voglio del ver la mia donna laudare, Guido Guinizzelli)


                         

Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

(Sorridi donna, Alda Merini)

 

                                             

Tu non sei i tuoi anni
né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette delle tue guance.

Sei tutti i libri che hai letto
e tutte le parole che dici,
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte
quando sapevi di esser tutta sola.

Sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.

Sei fatta da così tanta bellezza,
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso
di esser tutto quello che non sei.

(Tu non sei i tuoi anni, Ernest Hemingway)


                                              

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi
e non si stanchi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libera,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazzi via le bugie,
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

(Frida Kahlo)

                                                           

Volto di donna, nel suo sonno

chiusa, sembra cullata
da qualche suono segreto
che tutta la riempie.
Dal suo corpo sonoro, addormentato,
ella trae la gioia
d´essere un tenero rumore
agli occhi del silenzio.

(Volto di donna, Rainer Maria Rilke)

                                    

sabato 6 marzo 2021

Il regalo perfetto

 


Ne Il regalo perfetto (The perfect Christmas present, USA, 2017) di Brian Hayes (Mystery 101, L’armonia del cuore), Tom Jacobs (Sam Page) è un uomo che realizza, per lavoro, i sogni degli altri, facendoli diventare realtà, aiutando le persone a scegliere il miglior dono per i propri cari e per questo motivo è soprannominato Mister Christmas, il Babbo Natale segreto di Chicago. Per la sua bravura viene contattato anche dal vecchio amico di confraternita Paul Welch (Sam Guinan-Nyhart), che gli chiede di cercare un regalo per la fidanzata, Jenny Stone (Tara Holt), che ama moltissimo. Tom, pur felice di rivedere il compagno di college, sulle prime non vuole accettare, perché una delle regole della sua società di consulenza è quella di non avere clienti tra gli amici, i parenti e i conoscenti, per non creare problemi. Alla fine, però, per affetto e per l’insistenza dell’uomo, accetta, nonostante manchino solo tre settimane a Natale, un tempo veramente breve per poter svolgere al meglio il proprio lavoro, in quanto deve studiare e fare ricerche per scoprire il più possibile sulla persona a cui fare il regalo, carattere, gusti, hobby, interessi, ricordi. Per aiutarlo nel suo compito, accelerandone lo svolgimento, Paul lo invita ad una cena con la sua fidanzata, in modo che possa conoscerla meglio. I due si piacciono, ma a causa della bugia di Paul, che per nascondere il loro segreto le ha detto che l’amico ha una società di consulenza di finanza e organizzazione di eventi, Jenny gli chiede se può aiutarla. La donna, infatti, è il capo di un network no profit per la protezione delle famiglie con sede a Los Angeles, dove lei e la madre si erano trasferite moltissimi anni prima, dopo il divorzio dei suoi genitori, per iniziare una nuova vita ed ora vorrebbe preparare un grande evento di Natale per cercare finanziatori per aprire una nuova sede qui a Chicago, città che ama, in quanto sua città natale e dove da un anno è tornata per stare con Paul. Tom vorrebbe rifiutare, dal momento che non è molto ferrato nel campo, ma si vede costretto a dirle di sì, per avvicinarsi ancor di più a lei e poterle scegliere un regalo davvero unico e speciale. Il loro lavoro comincia il giorno dopo e Jenny rimane piacevolmente colpita, al contrario del fidanzato, dal particolare ufficio dell’uomo. 



Preparando l’evento di beneficenza, Tom scoprirà che Jenny non è solo bella, ma anche interessante, profonda, altruista e allegra, semplice, amante della musica e del Natale, una donna forte e coraggiosa che ha abbandonato la sua vita per un’opportunità di crescita, dolce, indipendente, appassionata, che da tanto senza aspettarsi niente, che segue il cuore anche se non sa dove la porta e che soffre molto per aver perso il padre vent’anni prima. E la ragazza scopre che Tom, al contrario di Paul, la sa ascoltare, è coinvolgente, comprensivo, disponibile, premuroso, la fa ridere, commuovere, mettendo premure e tenerezze  nei gesti e nelle piccole cose. Jenny gli è molto grata per aver trovato una location più che perfetta per l’evento e complice il molto tempo trascorso insieme, gli addobbi, i dolcetti e le luci natalizie, la leggenda sulla struggente storia d’amore legata a quell’antica dimora, sono sempre più vicini e questo non sfugge agli occhi attenti e innamorati di Victoria Stolle (Emily Peterson), la cliente di Tom che li ha aiutati a realizzare quella missione impossibile. E una donna gelosa e ferita a volte sa essere davvero cattiva, così Jenny, messa al corrente del segreto dei due amici, si ritrova furiosa con Paul, che fa grandiosi progetti sul loro futuro senza tenere conto dei suoi desideri, e delusa da Tom, che le ha mentito.

Alla fine, però, dopo mille emozioni contrastanti che la confondono e telefonate sconsolate all’ amica e collega Meg (Ta’Rhonda Jones), che le consiglia di prendersi del tempo per capire cosa vuole davvero, la donna saprà qual è la cosa giusta da fare e il suo regalo perfetto arriverà, con l’aiuto di Paul, che presto troverà la vera anima gemella, ma da parte di Tom, non solo un oggetto a cui tiene molto, ma anche due persone venute dal passato, il dono più bello che potesse ricevere e desiderare.  


lunedì 22 febbraio 2021

Legami di sangue

  

La protagonista di Inga Lindstrom – Legami di sangue (Germania, 2006) di Andi Niessner (Rosamunde Pilcher – La nebbia d’Irlanda, Inga Lindstrom – La signora del faro), è Valerie Borg (Saskia Valencia), brillante avvocato e madre single, una donna in gamba, che dopo sette anni di lavoro in un rinomato studio legale di Stoccolma, decide di cambiare casa, lavoro e modo di vivere, dopo aver letto sul giornale l’annuncio di uno studio legale di Boxemberg, un piccolo paese di campagna. Il posto piace sia a lei sia al figlio Lasse (Lukas Schst), di dieci anni, un ragazzino simpatico e ben educato che ama lo sport, gli animali e l’aria aperta. Anche il colloquio con il signor Ludwig Steckelson (Siemen Ruhaak) sembra andare bene, con grande gioia di tutti. Uscendo dallo studio, però, Valerie viene presentata a un vecchio amico di Ludwig, Olaf Wilander (Dietrich Mattausch), proprietario della birreria del paese e di due cavalli da sella. Con grande fatica Olaf gli spiega che non può assumerla perché… è sua figlia illegittima, nata dall’errore di una notte durante un viaggio di lavoro! Egli aveva appreso le conseguenze del suo gesto alla nascita della bambina, trentanove anni prima, ma vigliaccamente l’aveva sempre mantenuta senza riconoscerla, per paura di perdere l’affetto e la stima di sua moglie e della loro figlia Leonie (Svenja Pages). 

Quella stessa notte, però, viene assalito dai dubbi e dalla nostalgia, riguarda le fotografie e rilegge le lettere  che ogni anno l’ex amante gli inviava, sino a dieci anni prima, quando si era sposata, non dando più notizie né sue né della figlia, ormai adulta e sicura di sé.

L’indomani Olaf, dopo lunga riflessione, comunica a Ludwig che può assumerla, in quanto forse quell’incontro è stato un segno del destino e lui ora desidera conoscere la figlia e il nipotino senza rivelare la sua vera identità. Così Olaf affitta loro la casa sul lago ed inizia a dare lezioni di equitazione a Lasse, diventando suo amico.

                    

Nel frattempo Valerie rivede per caso Marcus Hansen (Philippe Brenninkmeyer), un uomo col quale si era scontrata a Stoccolma, facendo jogging. Dopo vari incontri casuali, i due cominciano a piacersi e a cercarsi: Marcus vorrebbe dirle che è sposato, seppur in crisi, ma non fa in tempo, così presto, durante una cena a casa dei Wilander, Valerie, furiosa e ferita, scopre che Marcus è il marito di Leonie e che è mastro birraio nella fabbrica del suocero, che erediterà. 

                                                 

Naturalmente, quando egli si dichiara, spiegandole che lui e Leonie, ambiziosa giornalista sportiva sempre in viaggio di lavoro, si stanno lasciando, perché ormai non si amano né si vedono più, non gli crede e, con grande rabbia di Lasse, gli proibisce di frequentare Olaf. La situazione peggiora notevolmente quando Valerie, arrivando in studio, sente per caso una conversazione tra Olaf e Ludwig, in cui il primo gli chiede di licenziarla con una scusa, perché è la causa della separazione di Leonie e Marcus. L’avvocato è imbarazzato e tenta di fargli cambiare idea, ma alla fine promette di accontentarlo. La donna, in seguito, gli chiede spiegazioni, scoprendo di essere la figlia di Olaf. Dopo essersi licenziata, prende la sofferta decisione di ritornare a Stoccolma, ma il figlio scappa e va a sfogarsi con Irma Wilander (Uta Schorn), che ormai si è affezionata a lui. Valerie vuol dire addio a Marcus, ma dopo avergli svelato il segreto di Olaf, decide di partire con lui per il Canada, sua terra natale, dove egli diventerà il capo di un birrificio dell’amico d’infanzia Thomas Philipps (Eric Langner). Per evitare la partenza di Valerie e Marcus, Olaf è costretto a rivelare la verità alla moglie e alla figlia, e così, seppur con molto dolore, si arriva finalmente al lieto fine!

                      


sabato 20 febbraio 2021

L'eredità di Grandlunda

            

Karin Vastervik (Simone Heher) è l’amata veterinaria del paese di campagna in cui si è trasferita con il figlio Jonas (Justus Kammerer), che ora ha dieci anni, dopo il divorzio, avvenuto quattro anni prima. Sta per andare a vivere con il suo compagno, il più maturo Paul Eding (Michael Greiling), che ha un ottimo rapporto con Jonas ed è l’amministratore della grande e bellissima tenuta di Grandlunga, di proprietà del vecchio Magnus Hansson (Horst Sachtleben), malato e solo. Quando Karin gli regala un tenero cucciolo, che chiama Mike, sembra ritrovare le forze e la gioia di vivere, con grande soddisfazione di Mia Asmundson (Marlies Engel), la governante, alla quale chiede di cercare la figlia Greta (Jacqueline Ramel), con la quale non ha contatti da ben trentatré anni. Peccato, però, che il destino sia in agguato dietro l’angolo, e così, quella stessa sera, l’uomo muore. Nel pomeriggio Karin e Paul erano andati a Stoccolma, lui per una riunione e lei per passeggiare e fare shopping e la triste notizia li raggiunge lì, subito dopo che Karin, salvata da Tomas Fredriksson (Nicki Von Tempelhoff) da un’auto che procedeva a folle velocità, si era bevuta un drink con lui nel locale che lui avrebbe inaugurato quella sera stessa con l’amica Lina Olund (Tanja Gutmann). 

 

Quando l’avvocato del defunto, non rintracciando Greta, in quanto residente in una casa di cura da quando, quattro anni prima, ha avuto un terribile incidente d’auto, nel quale il marito ha perso la vita, fa arrivare a Grandlunda suo figlio, le cose si complicano ulteriormente. L’unico erede di Magnus, infatti, è proprio quel Tomas che ha salvato la vita a Karin! L’uomo vuole vendere subito la proprietà, nonostante sia da ben 200 anni la casa della sua famiglia, senza nemmeno vederla in quanto odia il nonno, che non ha mai conosciuto, perché in una fredda giornata invernale aveva cacciato di casa la figlia, appena maggiorenne, che non voleva dirgli chi era il padre del bimbo che aspettava. Mia, non ancora a Grandlunga all’epoca dei fatti, Karin e Paul erano al corrente di una diversa versione dei fatti e soprattutto quest’ultimo resta molto turbato dalle informazioni apprese, in quanto aveva un legame speciale con Greta, che forse nasconde un segreto importantissimo che lo riguarda. Nonostante i tentativi di resistenza da parte di Karin, inoltre, Tomas si innamora di lei, ricambiato, ferendo profondamente Paul e Jonas. Tra equivoci, menzogne, sacrifici e gelosie, le vite dei protagonisti di Inga Lindstrom – L’eredità di Granlunda (Germania, 2009) di Gunter Kraa (Inga Lindstrom – Rasmus & Johanna, Stefanie un angelo in corsia), si legheranno sempre di più, sino ad arrivare al classico e romanticissimo lieto fine. 

                                                 


venerdì 8 gennaio 2021

Il regalo più bello

                                           

Christina Masters (Danica McKellar) è la giovane direttrice di uno dei punti vendita McDougal, i centri commerciali più prestigiosi del Mid West, fedelmente aiutata dalla sua vice e amica Holly (Christine Lee). 

Manca un solo mese al 25 Dicembre e come ogni anno, per tradizione, la donna deve allestire la vetrina natalizia nel miglior modo possibile per stupire i numerosissimi, affezionati ed esigenti clienti, adulti e piccini, che da venticinque anni attendono il giorno della sua inaugurazione per poter gioire e sognare.

Per l’occasione, torna in città la fondatrice della catena, Victoria McDougal (Deidre Hall), per poter controllare da vicino il procedere dei preparativi, e Christina entra in crisi, perché non riesce a trovare l’ispirazione adatta.

La giornata inizia male per la povera ragazza: non appena saputa la notizia dell’imminente arrivo della sua capa, infatti, agitata per il suo ritardo nell’allestimento, si scontra involontariamente con un operaio che le macchia l’elegantissimo tailleur con un barattolo di pittura. Lui si scusa e cerca di minimizzare l’accaduto scherzandoci sopra, ma non sa di star parlando proprio con la direttrice, furiosa per l’imprevisto che, così, non si oppone alla decisione del maturo Henry (Bruce Dawson),

il direttore dei servizi, di licenziarlo in tronco.

Poco dopo Christina incontra Victoria, che non si scandalizza, anzi ironizza sull’inconveniente, dicendo che gli incidenti capitano, è come si affrontano che fa la differenza. Il peggio sembra passato, ma in realtà le ansie della donna aumentano in quanto Victoria insiste nel voler vedere in anticipo la vetrina ed in più annuncia l’apertura del primo punto vendita internazionale proprio a Parigi, la città in cui Christina ha studiato per un anno, innamorandosene, come dimostra la Tour Eiffel appesa allo specchietto retrovisore della sua auto. La giovane, per potersi candidare  per il posto vacante di dirigente, oltre a dimostrare il suo talento, la sua ambizione, la capacità di massimizzare i profitti  incentivando le idee di vendita, deve impressionare la proprietaria, stupirla, preparando la miglior vetrina di sempre, in occasione del venticinquesimo anno dalla fondazione dei grandi magazzini, dimostrandole inoltre che persona è con i clienti e con i dipendenti.

Christina è disperata: non riuscirà mai ad inventarsi in così poco tempo qualcosa di così speciale!

Ed i guai non arrivano mai da soli…    

Nella vita della donna arriva Cooper (Christian Convery), un ragazzino speciale recatosi da McDougal per chiedere a Babbo Natale un regalo fantastico: che il suo papà, Kurt Stone (David Haydn-Jones), ritorni a sorridere, anche se ha appena perso il lavoro. Christina è commossa, ma presto scopre con grande sgomento chi è il papà di Cooper. Il bimbo, infatti, non è andato a scuola ed è arrivato in negozio da solo, così per la prima volta lei si assenta dal lavoro per riaccompagnarlo a casa, in quanto l’uomo e  la nonna Grace (Colleen Winton) non sono raggiungibili al cellulare. Nel tragitto scopre che è un ragazzino maturo, intelligente e molto dolce, oltre che pratico, ed inizia suo malgrado ad affezionarsi. Giunti a destinazione, Christina è costretta malvolentieri ad ascoltare il consiglio di Cooper di chiedere aiuto al padre in quanto l’auto è rimasta senza benzina e con il cellulare scarico non può chiamare un carro attrezzi. Naturalmente, imbarazzatissima, si scusa con lui, soprattutto per non aver impedito il suo licenziamento: lui non la capisce, e sua madre la tratta sgarbatamente, ma le rimette in sesto l’auto. Nel frattempo Christina nota che è un artista ed ha il garage pieno di tele e pennelli, e lo incita, colpita dalla sua bravura, seppur inutilmente, a esporre i suoi quadri per venderli e da quel momento continua a pensare che deve far qualcosa per rimediare alla situazione: decide, così, per il bene di entrambi, di riassumerlo per decorare la vetrina di Natale. 

      

Come prevedibile, Kurt non accetta, avendo già trovato un altro impiego, seppur molto umile, ed interpretando il gesto come un atto di carità fatto per liberarsi dai sensi di colpa. Sarà con molta difficoltà ed aprendogli con sincerità il suo cuore che finalmente Christina riuscirà a convincerlo, raccontandogli la sua storia e facendogli capire che le serve il suo aiuto perché lui è creativo ed ha una visione diversa del Natale oltre a molto talento. La donna, infatti, è nata e cresciuta in Florida, ed il Natale non è mai stato festeggiato degnamente perché la sua famiglia aveva un ristorante ed essendo il periodo più frenetico dell’anno al ritorno a casa erano sempre tutti stanchi, così non si pensava né all’albero né ai regali. Ed anche adesso che è responsabile di un centro commerciale durante le feste deve concentrarsi più che mai sul lavoro, sugli affari, sul commercio, così trascorrerà come al solito Natale da sola, cenando la sera della vigilia in una suite d’albergo per poi guardarsi vecchi film. Da questo racconto Kurt capisce che a Christina non vengono idee per la vetrina semplicemente perché lei non conosce il vero spirito e il significato più profondo del Natale, che invece anima il dolcissimo Cooper, che nei giorni seguenti le insegna con affetto come si sceglie e come si decora l’albero perfetto. 

                                 

Nel tempo trascorso insieme a loro, Christina scopre da Grace, che si scusa con lei per averla mal accolta inizialmente, che Kurt dopo il divorzio ha perso la fiducia in se stesso e l’ispirazione per i suoi quadri. La giovane è sempre più combattuta: da quando ha incontrato la bella famiglia di Cooper è meno triste e dura, per la prima volta assapora la gioia di avere un albero tutto suo e riscopre la bellezza di cucinare in casa. Vorrebbe dire all’uomo della sua probabile partenza, ma tra paura, indecisione ed imprevisti, non ci riesce. A peggiorare le cose arriva Victoria per vedere i bozzetti della vetrina, che ha fatto preparare di corsa a Kurt, ma la donna, pur apprezzandone l’innegabile bellezza, è delusa, perché si riferiscono genericamente al Natale e non in modo specifico al passato dei suoi grandi magazzini: la promozione a Parigi sembra così sfumare per sempre, dato che bisognerà per la prima volta riallestire la vetrina del Natale precedente, rischiando di perdere clienti….  

Sfogandosi con Henry, però, il quale le mostra una sua vecchia foto, Christina ha un’illuminazione e mette tutti subito al lavoro per preparare la nuova vetrina in tempo di record, per riuscire ancora a realizzare un sogno. Si arriva, così, tra ansia e palpitazioni, alla serata dell’inaugurazione che, con immenso stupore e gioia di Victoria, regala ancora una volta forti emozioni ai presenti, e la tanto sospirata promozione a Christina!

Tutto è bene quel che finisce bene!

                                                   

Eppure Christina non è al settimo cielo come dovrebbe, tanto più che Kurt scopre della sua partenza all’improvviso e Cooper scappa lontano da lei sentendosi tradito e abbandonato, visto che avrebbe voluto passare il Natale e tanto altro tempo ancora con lei. Se ne accorge anche Victoria, che in passato si sentiva proprio come lei, divisa tra il sogno di una carriera tanto desiderata e per la quale aveva lavorato sodo e l’affetto per una persona speciale, così le ricorda che quella promozione significa non solo gioia, opportunità, avventura e magia come credeva, ma anche sacrificio, difficoltà, rinunce e rimpianti, per cui è necessario capire in tempo a cosa si va incontro, valutare e fare la scelta giusta, anche perché a causa di un imprevisto la donna dovrà arrivare in anticipo a Parigi, prendendo l’ultimo volo della sera della vigilia.

                                     

La rottura è inevitabile e Christina, con la morte nel cuore, prima di andare all’aeroporto, portando con sé la macchinina con lei e Cooper che il bimbo le aveva regalato, va a casa di Kurt per salutarlo e lasciare dei doni. Anche l’uomo ha un regalo per lei, un grande e luminoso quadro della Tour Eiffel, il primo dipinto realizzato grazie a lei, che gli ha fatto ritrovare l’ispirazione!

                                                  

E quando è troppo, è troppo, soprattutto a Natale, così Christina fa ancora una tappa all’albergo dove alloggia Victoria, perché ha capito che la vita è rischio e dove si sente davvero a casa….  

È questa la trama de Il regalo più Bello (My Christmas Dream, Canada 2016) di James Head (The dead zone – La zona morta), un bel film romantico che racconta anche l’importanza dell’amicizia e dell’impegno nel lavoro, oltre ad incitare a credere in se stessi, nelle proprie capacità e nella forza dei sogni.

                                      

 

mercoledì 6 gennaio 2021

Buona Epifania!

                                                     

Celebriamo oggi la solennità dell’Epifania, cioè la manifestazione del Signore a tutte le genti: infatti, la salvezza operata da Cristo non conosce confini, è per tutti. L’Epifania non è un altro mistero, è sempre lo stesso mistero della Natività, visto però nella sua dimensione di luce: luce che illumina ogni uomo, luce da accogliere nella fede e luce da portare agli altri nella carità, nella testimonianza, nell’annuncio del Vangelo.

Papa Francesco


                                                                  


La visione di Isaia, [...] risuona nel nostro tempo più che mai attuale: «La tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli». [...] In questo orizzonte, il profeta annuncia la luce: la luce donata da Dio a Gerusalemme e destinata a rischiarare il cammino di tutte le genti. Questa luce ha la forza di attrarre tutti, vicini e lontani, tutti si mettono in cammino per raggiungerla. [...] 

Papa Francesco


                                                        


È una visione che apre il cuore, che allarga il respiro, che invita alla speranza. Certo, le tenebre sono presenti e minacciose nella vita di ognuno e nella storia dell’umanità, ma la luce di Dio è più potente. Si tratta di accoglierla perché possa risplendere a tutti. [...] Questa luce è il Bambino di Betlemme, è Gesù, [...] È Lui la stella apparsa all’orizzonte, il Messia atteso, Colui attraverso il quale Dio realizza il suo regno di amore, il suo regno di giustizia, il suo regno di pace. Egli è nato non solo per alcuni ma per tutti gli uomini, per tutti i popoli. La luce è per tutti i popoli, la salvezza è per tutti i popoli. 

Papa Francesco


                                                 


La luce di Cristo si diffonde attraverso l’annuncio del Vangelo. L’annuncio, la parola, e la testimonianza. E con lo stesso “metodo” scelto da Dio per venire in mezzo a noi: l’incarnazione, cioè il farsi prossimo all’altro, incontrarlo, assumere la sua realtà e portare la testimonianza della nostra fede, ognuno. Solo così la luce di Cristo, che è Amore, può risplendere in quanti la accolgono e attirare gli altri.[...]  La stella è Cristo, ma la stella possiamo e dobbiamo essere anche noi, per i nostri fratelli e le nostre sorelle, come testimoni dei tesori di bontà e di misericordia infinita che il Redentore offre gratuitamente a tutti. 

Papa Francesco


                            


La condizione è accogliere in sé questa luce, accoglierla sempre di più.[...] Anche noi, come i Magi, siamo chiamati a lasciarci sempre affascinare, attirare, guidare, illuminare e convertire da Cristo: è il cammino della fede, attraverso la preghiera e la contemplazione delle opere di Dio, che continuamente ci riempiono di gioia e di stupore, uno stupore sempre nuovo. Lo stupore è sempre il primo passo per andare avanti in questa luce.

Papa Francesco


                                                      


Invochiamo la protezione di Maria sulla Chiesa universale, affinché diffonda nel mondo intero il Vangelo di Cristo, luce di tutte le genti, luce di tutti i popoli. 

Papa Francesco

 

                                    


BUONA EPIFANIA A TUTTI!!!!!!!

venerdì 1 gennaio 2021

Buon 2021!

Lo sguardo rassicurante e consolante della Vergine Santa è un incoraggiamento a far sì che questo tempo, donatoci dal Signore, sia speso per la nostra crescita umana e spirituale, sia tempo per appianare gli odi e le divisioni -ce ne sono tante- sia tempo per sentirci tutti più fratelli, sia tempo di costruire e non di distruggere, prendendoci cura gli uni degli altri e del creato. Un tempo per far crescere, un tempo di pace.                                                                                                                               

Papa Francesco  


Noi siamo tutti chiamati a realizzare la pace e a realizzarla ogni giorno e in ogni ambiente di vita, tendendo la mano al fratello che ha bisogno di una parola di conforto, di un gesto di tenerezza, di un aiuto solidale. E questo per noi è un compito dato da Dio. [...] E la pace si può costruire se cominceremo ad essere in pace con noi stessi -in pace dentro, nel cuore- e con chi ci sta vicino, togliendo gli ostacoli che impediscono di prenderci cura di quanti si trovano nel bisogno e nell'indigenza. 
Papa Fancesco
                                             

La pace è nella vita: non è solo assenza di guerra, ma è vita ricca di senso, impostata e vissuta nella realizzazione personale e nella condivisione fraterna con gli altri.
Papa Francesco 


Il mio auspicio è che regni la pace nel cuore degli uomini e nelle famiglie; nei luoghi di lavoro e di svago; nella comunità e nelle nazioni. Nelle famiglie, nel lavoro, nelle nazioni: pace pace. 
Papa Francesco

                                           

Sulla soglia di questo inizio, a tutti rivolgo il mio cordiale augurio di un felice e sereno 2021.Ognuno di noi cerchi di far sì che sia un anno di fraterna solidarietà e di pace per tutti; un anno carico di fiduciosa attesa  e di speranze, che affidiamo alla protezione di Maria, madre di Dio e madre nostra. 
Papa Francesco



Cari amici e amiche, desidero augurarvi che in questo nuovo anno possiate alleviare i passati dolori e ricordare i successi e le gioie, che possiate riprendere vecchi progetti e pensarne di nuovi, che possiate accogliere ogni nuovo giorno con fiducia e con speranza e non con stanchezza e disperazione, che non sprechiate il vostro tempo,e non diate per scontato l'affetto di chi vi ama. 
Vi auguro di rimanere saldi anche nelle più brutte tempeste, per poter approdare a una nuova, seppur sospirata, felicità, e di poter ancora credere e lottare per costruire un futuro migliore.